L’ORECCHIO

Orecchio esterno
Orecchio medio
Orecchio interno

Orecchio esterno

L’orecchio esterno convoglia i suoni nel canale uditivo che condensa le onde sonore. Le onde sonore colpiscono la membrana timpanica e la fanno vibrare.

Orecchio medio

Oltre il timpano si trova l’orecchio medio, una cavità dove la catena ossicolare (formata dal martello, l’incudine e la staffa) amplifica le vibrazioni timpaniche e le trasferisce all’orecchio interno.

Orecchio interno

L’orecchio interno è formato dalla coclea, una struttura a forma di conchiglia contenente liquido, fornita di cellule cigliate. Ogni cellula cigliata risponde a frequenze diverse, e consente di captare una gamma di suoni alti e bassi. Le cellule cigliate, quando sono stimolate, inviano impulsi nervosi al nervo acustico e quindi al cervello.

ACUFENE

Cos’è un “acufene” o “tinnitus”
Per “acufene” si intende quel disturbo costituito da rumori che, sotto forme diverse (fischi, ronzii, pulsazioni), vengono percepiti in una o in entrambe le orecchie o, più in generale, nella testa.
L’acufene è un sintomo, non una malattia, ed i suoi effetti differiscono da un individuo ad un altro. Per molti soggetti l’acufene viene percepito solo come un rumore di fondo, pertanto genera un disturbo minimo. Per altri, invece, può essere debilitante ed influire su molti aspetti della vita e del benessere psico-sociale.
L’acufene si manifesta comunemente in soggetti che hanno superato i 40 anni di età; tuttavia inizia ad essere sempre più diffuso anche fra le persone più giovani, a causa degli elevati livelli di rumore giornaliero presenti nella vita quotidiana, compresi quelli generati dall’uso di iPod ed altri lettori mp3 ad alto volume.

ACUFENE OGGETTIVO

L’acufene oggettivo viene sentito sia dal paziente che dall’osservatore esterno. Questo tipo di acufene è raro, ed è spesso associato a disordini vascolari o muscolari.

ACUFENE SOGGETTIVO

L’acufene soggettivo è udibile unicamente dalla persona che ne soffre, ed è la tipologia che si presenta nella maggioranza dei casi. Le possibili cause di acufene soggettivo sono molteplici e possono essere di natura otologica (disturbi relativi alla sfera uditiva), neurologica, metabolica e psichiatrica. Quella otologica è la più comune.

CAUSE

Gli acufeni traggono la loro origine da molteplici fattori, spesso concatenati fra loro. Alcune delle principali cause determinanti l’insorgere degli acufeni sono:

Traumi acustici quali rumori forti ed improvvisi, esposizioni prolungate a fonti musicali molto forti, esposizione ad un ambiente di lavoro eccessivamente rumoroso senza otoprotezione 
Traumi cranici  
Sordità genetica o ereditaria 
Presbioacusia cronica da rumore 
Ipoacusia improvvisa 
Otosclerosi 
Otiti suppurative 
Cerume nell’orecchio per un periodo prolungato 
Disordini vascolari, come ipertensione o ipotensione  
Sforzi, stress e stati depressivi  
Malattia di Ménière 
Neurinoma acustico

Trattamento dell’acufene

A seconda della tipologia e della causa, esistono diversi trattamenti dell’acufene, dalla somministrazione di farmaci o vitamine ed integratori, a trattamenti psicologici o terapie più specifiche.
La terapia sonora, ad esempio, è uno dei trattamenti più diffusi. Essa comporta l’utilizzo di suoni esterni per l’apparato uditivo con lo scopo di ridurre la percezione del fastidioso fischio. In questo caso, la musica e/o campioni sonori specifici sono la forma più utile e diffusa di terapia sonora.
Utilizzo di particolari protesi acustiche dette mascheratori
Esistono anche protocolli ben codificati di terapia sonora con supporto psicologico che possono portare a risultati soddisfacenti nell’abbassare la soglia di percezione dell’acufene.
Ulteriori trattamenti utilizzati per aiutare i soggetti acufenici sono quelli psicologici, come la consulenza o la terapia cognitivo-comportamentale o, come già spiegato in precedenza, quando l’acufene è associato ad ipoacusia, le persone che ne soffrono possono riscontrare benefici mediante l’uso di apparecchi acustici.

ACUFENOMETRIA

Esame diagnostico non invasivo il quale consiste nella misurazione della frequenza e dell’intensità di un acufene. Viene utilizzato un audiometro, invitando il paziente a segnalare il tono che è più simile all’acufene percepito.

 

DIAGNOSTICA

Prima dell’acquisto di una Protesi Acustica, rivolgetevi ad uno specialista Audiologo Otorinolaringoitra, per un’indagine clinica, ed eventuale prescrizione di un Ausilio Uditivo.

Principali esami

Otoscopia

Esame endoscopico con cui si esamina il condotto uditivo esterno, la membrana timpanica, e, nel caso questa sia perforata, parte della cassa timpanica. L’otoscopio consente di rivelare la presenza di corpi estranei, di cerume, di processi patologici diversi a carico delle pareti, nonché di valutare la forma, la posizione, la trasparenza e altri caratteri della membrana del timpano.

Audiometria Tonale Vocale

Esame Audiometrico Tonale: test di misurazione della soglia uditiva, eseguibile sia per via aerea che per via ossea con eventuale mascheramento contro-laterale ove necessario. Il suono viene trasmesso al paziente tramite o cuffia o vibratore osseo.

Esame Audiometrico Vocale: test di misurazione della discriminazione vocale (comprensione delle parole), eseguito attraverso liste di parole udite in cuffia o in campo libero.

Impedenziometria

Viene eseguito inserendo una piccola sonda nell’orecchio del paziente.
E’ una tecnica oggettiva perché non è necessaria la collaborazione del paziente.
La prima fase è la misurazione della complaiance timpanica (cedevolezza del timpano), ottenuta mandando in successione una pressione positiva e negativa in modo da poter valutare lo spostamento della membrana del timpano e valutarne la sua funzionalità ed integrità; la seconda parte consiste nel rilevare la presenza o meno dei riflessi stapediali ipsi e contro-lateralmente (studio del funzionamento dei tre ossicini, martello; incudine; staffa).

Potenziali evocati uditivi (ABR)
Questo particolare esame dell’organo dell’udito fa parte delle tecniche di audiometria obbiettiva, che non richiedono cioè la collaborazione del paziente. Vengono applicati alcuni elettrodi al lobo dell’orecchio ed alla fronte e si inviano, attraverso le cuffie indossate dal paziente, suoni con particolari caratteristiche. Un particolare computer registra le risposte elettriche che i suoni producono nell’orecchio interno e che successivamente percorrono il nervo acustico e le vie nervose per raggiungere i centri uditivi del cervello. Quest’esame fornisce importanti informazioni per la localizzazione di una perdita uditiva neurosensoriale che potrebbe dipendere da malattie del labirinto, del nervo acustico o dei centri nervosi ed è molto importante per escludere la presenza di un neurinoma del nervo acustico.
I potenziali evocati uditivi vengono anche richiesti per la diagnosi di sordità dei bambini.

 

 

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